A questo punto dico BASTA. Sono indignato, arrabbiato e “avvelenato”, per usare un termine caro alla mia Terra. Sento il dovere di protestare, di protestare per un’ingiustizia che, a mio avviso, ho ricevuto. Mercoledi scorso (13-04-2011) mi sono stati comunicati dal Celemasche, al telefono, gli esiti delle letture delle radiografie della mia Salomè: HD B, ED 2, quindi non adatta alla riproduzione per “artrosi modesta” ai gomiti. Mi è stato spiegato che la mia cagna è 2 ai gomiti per via di un osteofita presente su un gomito di 2,34 mm, cioè che supera di 0,34 mm il limite di 2 mm per avere il grado 1, considerato accettabile in riproduzione (l’altro gomito è perfetto). Premetto che non sto a contestare tale giudizio in quanto ho verificato con i miei stessi occhi la presenza di tale osteofita; quello che voglio contestare fortemente è il modo, del tutto particolare, con il quale si è arrivati a tale giudizio. Altra premessa fondamentale è che la mia cagna è sì 2, ma con una radiografia fatta a 25 mesi compiuti e non a 12 come il protocollo prevede. Parto dall’inizio della storia per far avere a tutti un quadro della situazione e per far capire come lavorano e agiscono determinati organi che dovrebbero tutelare la salute animale.

Al compimento dei quindici mesi io ho effettuato le radiografie dell’anca e del gomito, come da prassi, e le ho prontamente spedite al Celemasche per la lettura ufficiale. Dopo alcuni ritardi dovuti a un problema legato al pedigree (Celemasche mi aveva spedito indietro le radiografie in quanto mancava l’approvazione Enci, ente il quale mi aveva detto di far prima ufficializzare le radiografie e poi iscriverlo al ROI italiano), il mio veterinario ed io riceviamo una mail in cui il Celemasche ci chiede di ripetere le radiografie dei gomiti, in quanto non leggibili. Con pazienza, la cagna aveva nel frattempo compiuto quasi 20 mesi, ripeto tali radiografie, sperando che questa volta possa essere la volta definitiva. Trascorre qualche tempo e ricevo una nuova mail in cui Celemasche, considerando ancora una volta le radiografie del gomito illeggibili, invita me e il mio veterinario a ripetere ancora una volta tali radiografie. Armato di pazienza e fiducioso, ripeto di nuovo (Salomè aveva compiuto nel frattempo 25 mesi) le lastre al gomito. Trascorre una settimana e dopo alcuni miei solleciti ricevo una telefonata dal veterinario di Celemasche in cui mi si dice che la mia cagna è “sicuramente 2, per via di un osteofita superiore nettamente ai 2 mm”.

Completamente esterrefatto ( il veterinario che ha eseguito le radiografie –abilitato a tale compito dal Celemasche stesso- mi aveva assicurato che la cagna era 0, massimo 1), dato anche che la mia cagna non ha mai manifestato sofferenza ai gomiti, chiedo al Celemasche una istanza di verifica ripetendo a mie spese le lastre da un veterinario diverso per un ulteriore parere. Il giorno successivo ripeto le radiografie e un gomito risulta perfettamente sano, un altro presenta un osteofita superiore sì a 2 mm, ma non NETTAMENTE, ma solo di 0,34 mm. Lo stesso veterinario mi dice che la cagna è ora di grado 2, ma che bisogna considerare che ha compiuto 25 mesi e che la crescita degli osteofiti è continua nel tempo (situazione che io già conoscevo avendo letto alcuni articoli sull’argomento) e, quest’ultimo, è un fattore molto importante e da tenere in considerazione nella lettura della radiografie della mia cagna. Tale veterinario conferma solo una cosa che tutti gli addetti ai lavori (veterinari, allevatori, appassionati…) conoscono da sempre: la patologia della displasia del gomito è una malattia progressiva e continua e nella diagnosi e successiva gradazione deve essere valutata l’età del cane.

Scrupolosamente mi tuffo nella ricerca di letteratura scientifica in merito (anche sul sito Celemasche), contatto vari veterinari che continuano a sostenere le mi tesi e trovo proprio sul sito di tale organo un articolo sulla displasia del gomito (firmato da vari esperti tra cui il lettore dei gomiti di Celemasche) che, oltre a una dettagliata relazione sulla patologia e sull’andamento e l’incidenza nelle generazioni successive della malattia, attesta e conferma quanto da me sostenuto. Riporto il testo integrale del passo dell’artciolo:

Come già riscontrato(3,9) i risultati del presente studio

mostrano un aumento di prevalenza e gravità della

patologia del gomito con il progredire dell’età allo

screening. È noto infatti che la displasia del gomito,

come la displasia dell’anca, è una artropatia cronica

a carattere progressivo, che tende ad aggravarsi nel

tempo. Sembra quindi opportuno definire delle età di

riferimento standard alle quali sottoporre i cani a controllo,

ed in ogni caso i risultati delle letture dovrebbero

essere corretti per l’età del cane al controllo.

L’articolo integrale è consultabile sul sito Celemasche.

A questo punto decido di chiamare direttamente il lettore dei gomiti di Celemasche per avere delucidazioni e chiarimenti in merito. Trascorre una telefonata cordialissima in cui leggo al professore il passo dell’articolo da lui stesso firmato. Dopo avermi ripetuto tutta la propria solidarietà e aver più volte sostenuto le mie ragioni (di fronte all’articolo è difficile obiettare a me no che non si voglia smentire se stesso e i propri studi), tanto da sostenere che vari cani a 12 mesi di grado 1…..a 25 sono di grado 2, la telefonata si chiude con l’accoglimento della mia richiesta di verifica alla luce di questi nuovi fatti.

Passa qualche giorno e vengo avvisato che l’esito non può essere cambiato in quanto la mia Sally è 2…..(a 25 mesi passati) e tale resterà.

Cordialmente saluto…..(anzi lo fa  mio fratello visto che non ero in casa e riceve la telefonata al mio posto).

Ecco la storia…….

Vi lascio con alcuni quesiti: è mai possibile che dobbiamo pagare  Sally ed io per degli errori non commessi da me????….Io ho fatto le radiografie nei tempi previsti….e se si è arrivati a 25 mesi è stato solo per degli errori commessi non da me, ma da posizioni sbagliate dei gomiti commessi dal veterinario (secondo Celemasche ma non secondo il veterinario) abilitato a tale scopo dallo stesso Celemasche. Quale scientificità può avere un criterio in cui gli stessi lettori ufficiali smentiscono se stessi e i propri articoli scientifici?????? Io delle ragioni dette al telefono non me ne faccio nulla!….Tra l’altro il giorno successivo richiedo a Celemasche le radiografie sbagliate (quindi non utilizzate ai fini della lettura ufficiale e quindi di loro proprietà) e mi è stato risposto che deve riunirsi la Commissione e decidere se possono darmele o meno…..Assurdo. Io ho pagato quelle radiografie e se non sono utilizzabili per la lettura quale motivo impedisce di mandarle al legittimo proprietario?????????

Io traggo le mie conclusioni e spero che tutti i web-lettori possano trarre le proprie.